Mountain View
Welcoming Europe
Per un’Europa che accoglie

Cosa chiediamo

Salvare vite non è reato.
John Doe

Salvare vite non è reato.
Vogliamo decriminalizzare la solidarietà

In ben 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare un migrante sono comportamenti per cui è possibile ricevere una multa o addirittura essere arrestati dalle autorità. Punire questi comportamenti significa punire l'aiuto umanitario e riconoscere il reato di solidarietà

.
I delitti di solidarietà più comuni riguardano atti come il trasporto dei migranti da un posto a un altro, sanzionati come se si trattasse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La stessa accusa in questi mesi è stata rivolta da alcune procure italiane alle ONG impegnate nel soccorso nel Mediterraneo per aver portato in salvo i migranti sulla costa italiana e aver seguito la regola fondamentale del diritto internazionale del mare, salvare vite umane.

A marzo 2018 una guida alpina francese è stata accusata di traffico di essere umani per aver soccorso una donna migrante, incinta all’ottavo mese, che assieme alla sua famiglia stava tentando di attraversare il confine tra Italia e Francia.
Nessuno dovrebbe essere perseguito o multato per aver offerto aiuto, assistenza o un rifugio a scopo umanitario. Il fine dei governi è quello di scoraggiare i volontari dal fornire aiuto umanitario e servizi di prima assistenza a coloro che hanno bisogno poiché credono che l’aiuto volontario possa costituire un fattore di attrazione per i flussi migratori.

Vogliamo che la Commissione fermi quei governi che stanno criminalizzando i volontari. I cittadini europei dovrebbero essere in grado di offrire aiuti umanitari e assistenza a tutte le persone bisognose, indipendentemente dal loro status, senza timore di sanzioni o azioni penali. Vogliamo che la Commissione Europea modifichi in questo senso l'attuale direttiva dell’UE sul favoreggiamento (2002/90 /CE).

#lumanitànonsiarresta
Liberi di accogliere i rifugiati.
Jane Helf

Liberi di accogliere i rifugiati.
Vogliamo creare passaggi sicuri

Dal 1990 a oggi sono morti più di 34 mila migranti nel tentativo di raggiungere via mare l’Europa. L’apertura di vie d’accesso legali e sicure verso paesi disposti ad accogliere rappresenta spesso la sola opportunità di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.
.

La sponsorship è un percorso sicuro e legale destinato a richiedenti asilo e rifugiati. I beneficiari, ai quali viene rilasciato un visto d'ingresso nazionale, sono sostenuti da sponsor privati (comunità, società civile, organizzazioni di volontariato) che si fanno carico dell'accoglienza e seguono il processo di inclusione nei territori. Questi programmi si aggiungono a quelli statali di reinsediamento, e cioè il trasferimento di rifugiati, già riconosciuti dall'Unhcr, verso un paese terzo che mette a disposizione un certo numero di posti.

In Canada l’istituto della sponsorship privata ha una tradizione lunga più di quaranta anni, che ha permesso alla società civile canadese di accogliere circa 300 mila rifugiati. In Europa questo strumento ha iniziato a diffondersi solo recentemente.

In Italia, a partire dal 2016, alcune organizzazioni religiose (Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Chiese valdesi e metodiste, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Conferenza Episcopale Italiana) hanno firmato degli accordi specifici con il governo italiano aprendo dei Corridoi Umanitari dal Libano e dall’Etiopia, interamente finanziati con fondi privati, permettendo più di 2 mila richiedenti asilo di raggiungere in sicurezza l’Italia e qui essere accolti e integrati all’interno delle comunità sul territorio.

I risultati positivi di questi programmi pilota hanno incoraggiato l’adozione di questo modello anche in Francia e in Belgio, dove organizzazioni cristiane hanno aperto corridoi umanitari sul modello di quelli italiani.

Vogliamo vie sicure di ingresso complementari e addizionali ai programmi nazionali di resettlement e, in questo senso, la società civile può offrire un contributo rilevante. Le sponsorship private, inoltre, hanno un ruolo importante nel facilitare l’integrazione dei rifugiati appena arrivati nei territori grazie al sostegno e alla mobilitazione delle comunità, di gruppi religiosi, di organizzazioni non governative, di aziende private e di famiglie di rifugiati reinsediati.

Chiediamo alla Commissione Europea di modificare il Regolamento Ue 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio e attivare un nuovo programma di finanziamento nell'ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) per sostenere i programmi di sponsorship privata della società civile affinché sempre più cittadini e associazioni possano essere

#liberidiaccogliere.
I diritti umani sono inviolabili.
Joshua Insanus

I diritti umani sono inviolabili.
Vogliamo proteggere le vittime di abusi

Molti migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere, ma trovano grandi difficoltà nell'accesso alla giustizia. Eppure tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, devono essere tutelate.
.

Accade alla frontiera franco-italiana: uomini, donne e persino donne incinte e minori non accompagnati che attraversano il confine e vengono poi respinti dalle autorità francesi verso l’Italia, violando principi fondamentali quali la protezione dei minori o il diritto d’asilo. Accade alle frontiere esterne dell'Unione europea, in Turchia e Libia: paesi ai quali Italia e Ue hanno appaltato il controllo dei flussi migratori attraverso il ricorso a trattamenti illegittimi nei nostri ordinamenti, a partire dal respingimento.

Tutto ciò nonostante l'Ue abbia previsto disposizioni specifiche sui diritti dei migranti e sul principio di non respingimento, anche quando la cooperazione con i paesi terzi avviene nel territorio di quei paesi.

Ma anche per i migranti che vivono all'interno degli Stati europei e sono vittime di abusi o vengono sfruttati sul lavoro, è difficile difendere i propri diritti: in molti casi non denunciano perché corrono il rischio di essere arrestati, detenuti e rimpatriati a causa della condizione irregolare, perché incontrano difficoltà nel fornire delle prove e non hanno accesso effettivo all'assistenza legale. È, ad esempio, la condizione denunciata in questi anni in tante parti d’Italia di sfruttamento della manovalanza stagionale nelle aree agricole. Non accade spesso che dei magistrati indaghino sulle violenze commesse da datori di lavoro su cittadini stranieri in condizione irregolare e che il meccanismo di tutela, seppur fragile, previsto dalla disciplina dell’immigrazione, venga attuato per le vittime di sfruttamento lavorativo.
Vogliamo proteggere tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, e garantire giustizia alle vittime di sfruttamento lavorativo e di violazioni dei diritti umani.

Chiediamo protezione per tutte le persone, indipendentemente dal loro status e garanzie di accesso alla giustizia. Vogliamo introdurre in tutti gli Stati membri meccanismi che permettano alle vittime di presentare ricorsi e sporgere denunce in modo sicuro, dando piena attuazione a quanto previsto nella normativa UE (le direttive 2009/52/CE; 2012/29/UE; 2011/36/UE; 2004/81/CE del Consiglio/CE) e dalle legislazioni nazionali. Chiediamo tutele nel caso di violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere compiute da parte della Agenzia Europea della Guardia di Frontiera e Costiera, dei corpi militari impiegati nel controllo alle frontiere da parte dei singoli Stati membri e soprattutto delle forze dei paesi terzi sostenuti dall'UE o dai singoli Stati membri. Qualora non sia garantito un meccanismo adeguato di tutela, la Commissione Europea o il singolo Stato membro devono sospendere il supporto finanziario e tecnico fornito.

Chiediamo alla Commissione di mettere mano a una nuova legislazione per portare a compimento l'introduzione di canali di accesso per lavoro a livello europeo, colmare le lacune nel quadro giuridico dell'UE sulla migrazione legale e regolamentare i settori che riguardano i lavoratori non altamente qualificati.

Che cosa è l'ICE?

Logo


Un milione di firme in 12 mesi in almeno 7 paesi membri. L'iniziativa dei cittadini europei (ICE) è un importante strumento di democrazia partecipativa all'interno dell'Unione europea con cui si invita la Commissione europea a presentare un atto legislativo in materie di competenza Ue.

L'iter per la presentazione:
  • Comitato: il primo passo per l'avvio di un'ICE è la costituzione di un comitato organizzativo, denominato «comitato dei cittadini», composto da almeno sette persone residenti in almeno sette Stati membri diversi.

  • Registrazione: prima di poter iniziare a raccogliere le dichiarazioni di sostegno dei cittadini, il comitato deve richiedere alla Commissione la registrazione dell'iniziativa. A tale scopo occorre presentare un documento indicante il titolo, la materia e una breve descrizione dell'iniziativa, con definizione della base giuridica proposta per il provvedimento normativo.

  • Raccolta delle dichiarazioni di sostegno: una volta registrata l'iniziativa, gli organizzatori possono dare inizio alla raccolta delle dichiarazioni di sostegno, che deve concludersi entro 12 mesi. Le firme di sostegno possono essere raccolte in formato cartaceo o elettronico. Un regolamento della Commissione stabilisce norme dettagliate in merito alle specifiche tecniche dei sistemi di raccolta on-line (regolamento (UE) n. 1179/2011). In Italia, oltre ai dati personali, è necessario indicare anche il numero di documento di riconoscimento (carta di identità o passaporto).
Perché sia valida in un dato Stato membri, il numero dei firmatari in quello Stato non deve essere inferiore al numero dei deputati al Parlamento europeo eletti in tale paese moltiplicato per 750 (per l'Italia 54.750). Una volta completata la raccolta, entro tre mesi, l'autorità nazionale competente - in Italia, il Ministero dell'interno - verifica la validità delle sottoscrizioni.

Successivamente, entro tre mesi dalla presentazione alla Commissione:
  • La Commissione incontra gli organizzatori per consentire loro di esporre in dettaglio le tematiche sollevate dall'iniziativa
  • gli organizzatori presentano l'Ice in un'audizione pubblica presso il Parlamento europeo
  • la Commissione adotta una risposta formale in cui illustra le eventuali azioni che intende proporre a seguito dell'ICE e le sue motivazioni per agire o meno in tale senso.

Tempi dell'iniziativa
La proposta ICE We are a welcoming Europe. Let us help è stata registrata presso la Commissione europea a dicembre 2017 ed è stata approvata il 14 febbraio 2018. Le sottoscrizioni utili dovranno essere raccolte entro febbraio 2019.
  • Le dichiarazioni di sostegno possono essere raccolte su carta oppure on-line, ma si può firmare una volta sola.
  • Il modulo on-line per cittadini italiani è disponibile QUI.
  • Il modulo cartaceo per i cittadini italiani (da scaricare qui) comprende informazioni sull'iniziativa proposta e vari campi da compilare, tra cui, in Italia, gli estremi della carta d'identità o del passaporto, mentre la patente di guida non è prevista.
  • Indicare sempre dopo il numero di documento, l'autorità di rilascio: nel caso di carta d'identità, il Comune di .... oppure la Questura di... , nel caso di passaporto.
  • Nel modulo ci sono tre righe a disposizione per ogni sottoscrizione.
  • I firmatari devono essere cittadini dell'UE e aver raggiunto i 18 anni (salvo l'Austria, dove ne bastano 16).
  • Se non sei cittadino italiano puoi firmare online QUI.
  • Non sono previste procedure di autenticazione da parte di pubblici ufficiali, né è richiesta la certificazione elettorale dei firmatari da parte dei Comuni di residenza. Al termine delle operazioni di raccolta, il ministero dell'interno procederà ai controlli necessari per certificare la validità delle dichiarazioni raccolte. Le verifiche possono basarsi anche su controlli a campione.
  • La protezione totale dei dati è garantita da tutte le parti interessate: organizzatori, Stati membri e Commissione. La normativa in vigore sulla protezione dei dati personali si applica al trattamento dei dati personali ai fini di un'iniziativa dei cittadini. I dati dei firmatari possono essere usati esclusivamente a sostegno dell'iniziativa proposta, ai sensi dell'articolo 12, paragrafo 3, del regolamento riguardante l'iniziativa dei cittadini. Gli organizzatori possono però chiedere ai firmatari di fornire separatamente il loro nome e recapito allo scopo di tenerli informati, a condizione di rispettare la legislazione sulla protezione dei dati.
  • Per ulteriori informazioni sulla raccolta firme, consulta la sessione "Domanda e risposte" sul sito della Commissione europea.
  • Una volta completato il modulo, va spedito al Comitato promotore presso: Radicali italiani; Via A. Bargoni, 32; 00153 Roma

News e storie

  • Crimini di solidarietà
    Crimni di solidarietà
  • Dalla guerra in Siria all’Università in Italia. Ritrovare la dignità attraverso i corridoi umanitari
    Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Phasellus quis elementum odio. Curabitur pellentesque, dolor vel pharetra mollis.
  • Ali e i suoi nove figli, la vita rinasce coi canali umanitari
    Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Phasellus quis elementum odio. Curabitur pellentesque, dolor vel pharetra mollis.
  • Un urlo di dolore e speranza dalla parte dei migranti
    Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Phasellus quis elementum odio. Curabitur pellentesque, dolor vel pharetra mollis.
  • Jamal e Wejdan, da Homs a Torino con i corridoi umanitari
    Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Phasellus quis elementum odio. Curabitur pellentesque, dolor vel pharetra mollis.
  • Reato di soccorso, la storia di Pier Alain Mannoni
    Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Phasellus quis elementum odio. Curabitur pellentesque, dolor vel pharetra mollis.
  • Roberto Saviano: Ong e migranti, vince la nave della vita
    Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Phasellus quis elementum odio. Curabitur pellentesque, dolor vel pharetra mollis.
  • Benoit Ducos: “Non una scelta ma un dovere”
    Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Phasellus quis elementum odio. Curabitur pellentesque, dolor vel pharetra mollis.
  • ASGI: L’Italia viola la legge internazionale nel perseguire chi soccorre
    Video
  • La filiera dello sfruttamento economico dei migranti,di G. De Monte
    Video
  • Criminalizzazione della solidarietà e strategie di protezione dei difensori dei diritti umani
    Video
  • La storia di Diya
    Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Phasellus quis elementum odio. Curabitur pellentesque, dolor vel pharetra mollis.

Chi siamo


Promuovono l'ICE:

Promotori


Con l'adesione di:

Adesioni


E di:

ADL a Zavidovici, Magistratura democratica, Un ponte per..., Carta di Milano, Ero straniero Venezia, ISCOS (Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo), CSA Ex-Canapificio - Caserta, Cittadinanzattiva, Forum nazionale Per cambiare l'ordine delle cose, No muri, no recinti, Progetto Diritti Onlus, Asinitas, Verdi Bolzano, Potere Al Popolo, Rifondazione Comunista, Giovani Democratici di Nola, Coordinamento Non solo asilo, Associazione per i diritti umani, Soomaaliya Onlus, Associazione Progetto Arcobaleno Onlus, Associazione Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione Internazionale (CIAC) di Parma e provincia, Chiesa Evangelica Valdese Taranto, Arci Taranto, Associazione Babele Taranto, Welcome Taranto, Associazione Ohana Taranto, Associazione ADDUMA, Consulta delle Chiese Evangeliche del Territorio Romano, AIAB Umbria - Associazione italiana agricoltura biologica, GUS - gruppo umana solidarietà, Società italiana di medicina delle migrazioni, GIM - Giovani impegno missionario, Commissione GPIC Europa - Giustizia Pace Integrità del creato, Fondazione Alex Langer Stiftung Onlus, Giovani e studenti Emilia-Romagna, Auser, Naga, Possibile, Cicogne Teatro e Musica, Associazione Salsabil ASCA, Laboratorio Muri, Opera Nazionale per le Città dei Ragazzi, Fondazione Benvenuti in Italia, Deposito dei Segni, Associazione Astra, FICT - Federazione Italiana Comunità Terapeutiche, Festival dei Diritti Umani, Centro Mediterraneo di Studi e Formazione "G. La Pira", L'Altra Liguria, Società Cooperativa Sociale Frate Jacopa, Find The Cure Italia Onlus, Associazione Culturale Balla coi Cinghiali, Il manifesto sardo, Comitati sardi per la democrazia costituzionale, ARCI Sud Sardegna, Cgil sarda, Cgil di Cagliari, Radio Onde Corte, CSS - Confederazione Sindacale Sarda, Associazione La Rosa Roja Onlus, Sardigna Libera, Africadegna Onlus, Associazione culturale Mezcla Intercultura, Sinistra italiana (Cagliari), Assemblea Permanente di Villacidro, Associazione Madiba di Sinnai, Associazione Amici di Sardegna Onlus, ASECON Amici senza confini ONG, Farmacia Politica, Associazione Cooperazione e Confronto, SPRAR San gavino Humanitas, SPRAR Accoglienza Metropolitana - Città Metropolitana di Cagliari, Soc. Coop. Recherche, AIDOS Sardegna, Associazione ProMeSa, Associazione Efys Onlus, Associazione F4Cr_network, CIDI Cagliari, Aladin News, Unica 2.0, ASARP, RUAS (Rete Unitaria Antifascista Sulcis-iglesiente), ASCE Onlus, Fondazione Magis, Fondazione Archè Onlus, L'Altra Europa con Tsipras, Engim Internazionale, Confederazione Europea dei Sindacati, Fondazione Emmanuel Onlus, Fiom-Cgil, UIL, Fondazione Emmanuel Onlus, Comitato Welcoming Europe Terni, Fondazione Emmaus Italia, Agedo Bari, Agedo Foggia, Festival di Acquaformosa, Movimento di Cooperazione Educativa, La Fabbrica della Pace, Libreria Empatia, Diem25, Link2007, CISP Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli, Movimento cristiano lavoratori, Giovani Democratici Bari, Comitato Welcoming Europe Alessandria, Cooperativa sociale Minerva onlus, Movimento Cristiano Lavoratori, Comitato Welcoming Europe Saronno Varese, Equality Italia, Rete della Pace, Comitato Welcoming Europe Est Ticino, Crescere Insieme, Mago di Oz Cooperativa sociale onlus, Maramao Società Cooperativa Agricola Sociale Onlus, Casa delle Culture di Ancona, Salesiani Cooperatori Castellanza, Migranti Venezia Orientale Onlus, Scuole Migranti, Diamoci una mossa contro il razzismo, ANOLF Emilia-Romagna.

Cosa puoi fare tu

FIRMA LA PETIZIONE
Sostieni e fai girare la petizione

PROMUOVI LA CAMPAGNA
Scarica i materiali di comunicazione e il social media kit

Rimani informato e dai la tua disponibilità ad aiutarci!