La storia di Diya

Diya è siriano e, a 12 anni, ha già conosciuto l’orrore della guerra e lo strazio della mutilazione. Sette anni fa, a Homs, un bombardamento aereo lo ha sorpreso mentre giocava una partita di pallone con gli amici e gli ha portato via una gamba, di netto, lasciandogli poco più che un moncherino di femore.

Eppure i suoi occhi luminosi e sorridenti raccontano un’altra storia e non sembrano dubitare che il futuro sia per lui ancora carico di promesse. Con un bel sorriso curioso, Diya è atterrato all’aeroporto di Fiumicino con la sua famiglia e con tante altre famiglie siriane il 29 febbraio 2016, tra i primi a prendere parte al programma dei Corridoi Umanitari della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI), della Chiesa Valdese e della Comunità di S. Egidio. Diya è uno delle mille persone che, nell’arco di due anni, sono riuscite a lasciarsi alle spalle la follia della guerra in sicurezza e dignità, a bordo di un aereo di linea, senza dover affrontare l’inumano, tra le acque del Mediterraneo.

Ad aspettarlo in Italia, tra le altre cose, una gamba nuova. Grazie all’associazione Bimbingamba, l’officina ortopedica RTM di Budrio ha preparato per lui una protesi personalizzata di ultima generazione che gli ha permesso di tornare a camminare e muoversi liberamente. E continuerà ad accompagnarlo, assecondando il suo processo di crescita, fino a che Diya non sarà un adulto.

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